|
lunedì, giugno 30, 2003
Cari amici, sfortunatamente domani non potremo andare in onda causa diretta della nostra radio di Arezzo Wave. Ci sentiamo Martedì prossimo. Nel frattempo scriveteci. CIAO
LA MEGLIO GIOVENTU': L'atto secondo riprende ed amplifica i difetti del primo, putroppo lo trscina con se cverso il pericoloso abisso del sentimentalismo di marca televisiva e della schifezza cinematografica. Cinema per il ceto medio riflessivo, con una idea di storia conciliata e conciliante, dove i deviati sono eclusi e sconfitti, e vivono solo nei buoni sentimenti dei sopravvissuti. Forse è naturale, ma la storia, man mano che ci si avvicina ai giorni nostri, scompare dalo schermo per lascire spazio allo sfogo del melodramma più pacificato e prevedibile del mondo. L'ipotesi più plausibile è quella della mancanza di tempo e di voglia degli sceneggiatori, forse l'impossibilità di poter parlare di Berlusconi, che bene o male è la storia italiana degli ultimi dieci e dico dieci anni. alal fine il tutto esplode in una festa in un casale di campagna toscano dove si compra l'olio dal contadino e si mangiano i frutti appena colti dall'albero, con amori confessati, gravidanze desiderate, lavori soddisfacenti e para artistici (grazie di averci risparmiato il genio e sregolatezza), felicità da happy few che sanno vivere ed essere cittadini del mondo. Una sequenza agghiacciante, magari se Giordana facesse girare i finali ad un co. co. co sarebbe meglio. manu
martedì, giugno 24, 2003
Ma stiamo anche assegando il prestigioso Cesso d'oro, concorso che si concluderà con un'elegante kermesse con tutte le stelle e stelline che hanno popolato l'annata di secondavisione. Un'occasione mondana da non perdere: potrete avere l'onore di essere invitati nei salotti superpiù e partecipare a intriganti conversazioni, conversare su intrighi e intrigare attraverso conversazioni. Categorie in gara Cesso d'oro per il peggior film Cesso d'argento Cesso per crimini contro l'umanità Cesso per il film epidermicamente più fastidioso Cesso per il film delusione Cesso per attore e attrice
lunedì, giugno 23, 2003
La gioia per l'insperato successo della discussione sul remake (e metacinema) non deve far dimenticare l'argomento più importante del momento: i film migliori della stagione. Per il quale c'è ancora bisogno di pareri. A proposito, com'è che nessuno cita Spider di Cronenberg, che all'uscita era piaciuto praticamente a tutti? Forse c'eravamo sbagliati, non era questa gran cosa.
mercoledì, giugno 18, 2003
The Truth bout Charlie di Jonathan Demme si inserisce a pieni titolo nella affollatissima categoria di aspiranti al titolo "Remake più inutile della storia del cinema" (minisondaggio a cui si può partecipare). La mia stroncatura l'ho già data in trasmissione, ma continuo a vagre per le strade con una dmanda fissa al centro del cervello: perché? Il remake dovrebbe essere l'adattamento di un testo tolto adlla suoa cultura di partenza e riadattato per una cultura di arrivo, la quale lo mdifca, dotandolo di nuovi sensi e ne viene modificata, ampliando il prorpio orizzonte. quale senso ha fare un remake di un giallo rosa del '63 di stanley Donen spruzzandolo di Nouvelle vague (perché siamo a parigi, perché demme ormai si sente autore dopo aver creato la "poetica dei degustatori di duodeno in salmì?"). Salta fuori un film morto in partenza, che emette un puzzo tale da non lasciare indifferenti. Se qualcuno lo ha visto...manu
martedì, giugno 17, 2003
Siccome starà su ben poco e solo in poche città, consiglio a tutti Aspettando la felicità, che è un film di un regista della Mauritania, Abderrahmane Sissako. Vabbe', il nome è impronunciabile e parlare di cinema africano sa sempre di snob, ma 1) non c'è nulla da vedere 2) il regista riesce a costruire una rete intelligente di rimandi cinematografici, e invece di puntare tutto su "quanto è bello il mio paese..." modula il paesaggio creando un ritmo visivo anche in assenza di avvenimenti veri e propri. Insomma, fa quello che Costanza Quatriglio non era riuscita a fare in L'isola, almeno a mio parere. E poi ci sono almeno tre sequenze che restano nel cuore, di cui una sembra arrivare direttamente dal grandissimo Getting any? di Takeshi Kitano...
mercoledì, giugno 11, 2003
IL SONDAGGIONE DI FINE STAGIONE Diteci, cari amici lettori, quali sono stati per voi i cinque film più belli e i cinque film più brutti della stagione (da settembre ad oggi). Bastano i titoli, poi potete sbizzarrirvi: mettete se volete un commento, insulti, complimenti, disegnini, macchie di sugo, ecc.. Quando avremo un bel pò di commenti, poteremo noi personalmente una spada di plastica ai vincitori di entrambe le categorie.
martedì, giugno 10, 2003
L'ANIMA DI UN UOMO (ma quanti film hanno nel titolo la parola anima o la parola cuore, solo quest'anno: il posto dell'anima, l'anima gemella, aprimi il cuore, il cuore altrove ecc.) è un'altra delusione di questo finale di stagione, e un'altra per il povero Wenders che non azzecca un film da quindici anni (forse Buena Vista Social club). Senza un'idea, senza capacità di raccordo tra i momenti di ascolto della diverse registrazioni originali dei pezzi, appesantito dalle cover fatte dagli amici del regista, non aggiunge nulla di più a una compilation dei pezzi presentati. O forse è sufficiente la metafora della sonda che si perde nell'infinito del cielo stellato sopra di noi? Patinata in modo indecoroso la scelta delle immagini, rimane un film che non tocca l'anima ma soprattutto senza un'anima. Ma perchché un grande regista, se deve sputtanarsi, non lo fa in modo totale dirigendo un buo Mission Impossble 3 con riflessioni sulla piccoleza dell'anima umana di fornte alle meraviglie dell'universo e dell'atre?. manu
Ma allora non c'è scampo! Ieri sono andato a vedere City of Ghosts di Matt Dillon. Inutile dire che è stata una delusione. Non è un brutto film, ha anche delle sequenze piuttosto azzeccate e qualche lampo di genio (inevitabilmente dovuti a Barry Gifford), però penso che nessuno senta realmente il bisogno di un film del genere. Quello che spiazza è la mediocrità del prodotto: un noir (nelle intenzioni) destinato ad essere velocemente dimenticato all'uscita del cinema. Un esordio che ha sinceramente poco da dire. I temi trattati sono, come direbbe il mio vecchio pc, logori e obsoleti e, soprattutto, vengono buttati li un tanto al chilo ("va beh, regaz... anche se sono destinato al crimine, causa mio padre, mi redimo e vado a vivere con quella gnocca la in una specie di comune dove finalmente non farò più del male alla gente... zao"). Come abbiamo già detto, il noir lo devi avere dentro. C'è poco da fare: non te lo inventi. Neanche mettendo dentro un gangster nano con lo smoking rosso (?). Non che mi aspettassi molto di più dall'esordio di Matt Dillon, ma fa caldo, mi girano la palle e ho voglia di vedere un film che abbia qualcosa da dire. Se proprio proprio recuperate Triplo gioco di Neil Jordan.
FEDEmc
lunedì, giugno 09, 2003
Dopo una lunga pausa (dovuta anche all'assenza pressochè completa di film decenti in sala), torniamo a scrivere sul nostro blog. Siamo andati a vedere L'Isola di Costanza Quatriglio, unico film abbordabile in questo tragico momento pre estivo. Dopo una prima parte piuttosto bella (e delle buone aspettative), il film mi ha un pò deluso. Mi sembra che da un certo momento in poi, il film non sappia esattamente che strada prendere e che si trascini in avanti quasi per stanchezza. Documentario alla Nicholas Philibert (che tanto ha apprezzato L'isola a Cannes)? Favola (nera) sulla crescita? Anche se poi personalemente non li vedo così vicini, ma sembra impossibile non citarlo parlando di questo lavoro, Respiro mi è sembrato molto più coerente ed unitario. Cosa ne pensate, o cari amici?
L'utilizzo della colonna sonora è da codice penale.
FEDEmc
martedì, giugno 03, 2003
Uno dei film pacco della stagione, il micidiale The hours di Stephen Daldry, è stato lasciato nel suo titolo originale. Mi ero piacevolmente sorpreso di questo atto di saggezza dei nostri distributori. Poi ho pensato che la cosa non era casuale, vista la connotazione precisa che il nome Le Ore ha nel panorama pubblicistico italiano, e mi è dispiaciuto: forse se si fosse chiamato come il celebre foglio di sesso e carnazza l'avrei evitato.
|
|