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domenica, agosto 31, 2003
 

Sempre su quello di Ciprì e Maresco: la storia della Trinacria cinematografica, società di produzione fondata nei 30 da due fratelli La Marca propritari anche di una ditta di statue raffiguranti santi e madonne (santi con piselli abnormi, madonne con la faccia sofferente della mamma di un operaio della ditta). Grazie alla chiesa e a due avvocati i fratelli La Marca cominciano a produrre film allucinanti (tra cui un musical con un nano sciancato e un film di fantascienza assolutamente irresistibile). nessuno, tranne un bambino e un maniaco, si cagano i film della La Marca. La chiesa e l'avvocato cominciano ad incazzarsi, poi grazie ad un conte fanatico di esoterismo e "posseduto" (con tanto di sboccata stile Esorcista), i due cazzoni trovano i soldi per realizzare un filnm su Cagliostro. Arriva addirittura una star hollywoodiana per il film (Englund). La lavorazione del film, anche a causa del regista (un povero pazzo squilibrato) e ai vari freaks impegnati sul set naufraga miseramente. Englund comincia a bere e il suo matrimonio entra in crisi. La star, dopo un infortunio, entrerà in manicomio. Poi c'è lo spiegone di prima con il nano che tira in ballo Lucky luciano, gangster, mafiosi e il fato... Incredibile. La storia è intervallata da finte interviste alla moglie di Englund, a Tatti e a Napoli.

Il film più brutto fino ad ora invece è Les Sentiments, I n concorso , Noemie Lvosky. Semplicemente allucinante. Inutile. Non si spiega perchè sia qui in concorso. La solita menata di francesi antipaticissimi che ridono e parlkano e si tradiscono tutto il tempo con in più l'aggravante di una specie di coro greco che canta delle canzoncine che vorrebbero essere simpatiche e che invece fanno solo ribollire il sangue. L'inutilità fatta film. Volgare, stupido e noioso. Più brutto anche di quello di Ivory ma, inspiegabilmente in concorso. Che merda...

FEDEmc

postato da secondavisione | 16:47 | commenti (2)
 
Finalmente tanti bei film uno dopo l'altro (ovviamente però intervallati da puttanate più uniche che rare). Il Miracolo, Edoardo Winspeare, In concorso. Inutile dire che quando mi hanno detto che il regista aveva già fatto un film sulla pizzica mi ero vagamente preoccupato, invece Il Miracolo per adesso, almeno secondo me, vince tra quelli in concorso. Tonio, un ragazzo di taranto, viene investito da una ragazza stronzissima che successivamente scappa. Mentre è in ospedale, il suo compagno di stanza, un vecchio, è in fin di vita. "Con la sola imposizione delle mani" tonio sembra salvarlo. A questo puntio il ambino si convince di essere diventato una specie di supereroe e i genitori, perennemente in crisi, decidono se far nascere un caso giornalistico su loro figlio, che dopo lo strano evento in ospedale, viene inseguito dai giornalisti. La ragazza che l'ha investito, (una stronza allucinante che è stata abbandonata da bambina dalla madre) si rifà viva e comincia ad instaurare un rapporto con Tonio. Tutto sembra andare per il meglio, poi... Una bella storia fantastica, ma incredibilmente legata alla realtà. Emozionante, dolce ed intenso. Interpreti tutti ottimi e rischi fantasticamente evitati dove si poteva cadere nel banale (se si esclude una facile critica al giornalismo violento ed intrusivo). parte meglio di come poi finisce, comunque ha superato nettamente le aspettative. Un Film Falado, Manoel De Oliveira, In concorso. Visto alle 9 e mezza del mattino. Inutile dire che lo temevo come la peste. Invece, anche in questo caso, un pò mi sono ricreduto. Una professoressa di Storia, parte dal portogallo, in compagnia di sua figlia per raggiungere il marito a Bombay. Attraverseranno il mediterraneo fermandosi nei luoghi più importanti della cultura mediterranea (marsiglia, Napoli, Istanbul, Il Cairo, ecc...) analizzando la storia del mondo. Sulla barca dove viaggiano, e qui le cose si complicano, incontrano il capitano e tre donne famose (Malkovich, la Sandrelli, La deneuve e la Papas) che pontificano su una nuova Babele, una nuova società fondata da uomini colti. La donna si unirà controvoglia all'antipaticissima brigata per un'ultima cena a bordo della nave. Finale a sorpresa, ma che lascia qualche dubbio d'interpretazione sul film. La prima parte è molto interessante, poi dall'apparizzione deglia ttori più antièpatici de mondo il film si perde un pò e non si capisce dove voglia andare a parare. La Sandrelli è veramente incapace ed è stata accolta da risa e pernacchie mentre pontifica in modo insostenibile. Comunque, ripeto, meno peggio del previsto. Lost In translation, Sofia Coppola, Controcorrente. Bill Murray, un attore sul viale del tramonto, con un matrimonio difficile ed in crisi, deve andare in Giappone a girare uno spot su un Whisky. Quì inconterà scarlett Jhoansen (la pianista de l'uomo che non c'era), una giovane americana appena laureata, che non avendo una mazza da fare nella vita, segue il marito fotografo (ribisi) in Giappone. I due, entrambi insonni e copletamente spaesati, si incontreranno e cominceranno a frequentarsi. Il film della Coppola si adegua al bioritmo dei due protagonisti insonni e, grazie all'incerdibile Murray (veramente il migliore) e a un buon senso dell'umorismo, racconta la storia di due persone anche vagamente ignoranti, perse, smarrite e inserite a forza in un contesto a loro estraneo (le accuse di razzismo, in questo senso, sono veramente risibili). Emozionante e tenero senza mai cadere in banalità. Le sequenze memorabili sono tante e il film è forse l'unico finora ad aver convinto tutti quelli che l'hanno visto. Ottima anche la musica (Air e death in Vegas). Speriamo in un premio. La moglie di Murray gli manda alle 4 e mezza della notte dei fax con i disegni della nuova libreria da scegliere. Bellissimo. Il ritorno di Cagliostro, Ciprì e Maresco, Controcorrente: Il Forgotten Silver + l'Ed Wood de noi artri. Divertentissimo, intelligente, clamorosamente graffiante, scorretto, fastidioso, ... Forse la seconda parte, con un nano che fa uno spiegone molto simile a quello del finale di Benvenuti, diminuisce un ritmo fino a quel momento invidiabile, ma il film è secondo me molto buono. Camei di Sanguinetti e Napoli. Robert Englund nella parte di Caglisostro è un genio. scappo. Ce ne sono molti altri, ma non ho mai tempo. Mannaggia. Ivory è una puttanata allucinante. FedeMC che tenta di tornare dopo. Si Attendono al Lido i Polaroidi. Baci a tutti
postato da secondavisione | 14:48 | commenti (2)


venerdì, agosto 29, 2003
 

Segreti Di Stato, Benvenuti, in concorso: durante i processi del 1951, un avvocato (Catania) tenta di ricostruire, aiutato da vari personaggi (un professore e un esperto di armi da fuoco), quello che veramante accadde durante la strage di Portella della Ginestra. Il film di Benvenuti, accolto da un grande e sentito applauso (e finora l'unico ad aver avuto un applauso durante la proiezione) è un lavoro di ricostruzione storica estremamente lucido e preciso, che però non manca assolutamente di appassionare. Un bel film che lascia soddisfatti sotto tutti i punti di vista. Ovviamewnte, trattandosi di una ricostruzione storica così precisa, è difficile esprimere decisi giudizi di merito, ma sicuramente è tra le cose migliori viste fino ad ora.

Decisamente tra le cose peggiori invece, Antenna, Controcorrente, Kazuyoshi Kumakiri. Era più la gente che dormiva che quella che ha resistito. quelli che ce l'hanno fatta (come il sottoscritto) ha fatto fatica a capire un intreccio a dir poco insulso, condito con sequenze allucinanti (un ciccione nudo con due mollette da bucato che lava i piatti di Naomi, "l'angelo caduto", una prostituta sadomasochista in una stanza bianca con una bella croce nera alle loro spalle, mentre il protagonista si automangia un braccio, nascosto dentro un sacco di iuta... a ripensarci, nel complesso è una delle cose più belle questa sequenza... quindi fate voi i vostri calcoli). Ovviamente, molta gente si è affrettatta ad urlare al capolavoro. Un film noiosissimo e brutto. Decisamente brutto. Mi limito per il tempo ma ne avrei di roba da dire ancora su questo film.

Pornografia, In concorso, Jan Jakub Kolski. Nella Varsavia occupata dai nazisti, due uomini dell'alta società, scappano verso la campagna, nella casa del cugino di uno di loro. Intrappolati come insetti in un ambiente per loro limitante, provocati da una "insostenibile gioviniezza", tentano -come in un gioco-  di far avvicinare due ragazzi giovani (la figlia del cugino e un giovane contadino partigiano). Le azioni di uno dei due uomini avranno conseguenze devastanti per l'equilibrio del'intera micro comunità. Un film polacco niente male, anche in questo caso forse eccesivamente lungo e in alcuni casi un pò dispersivo, ma con una storia accattivante, un attore in stato di grazia (la versione polacca di Tceky Kario + Auteuil) e soprattutto un buon ritmo, che in questo festival è veramente merce rara. Un parimerito con Raja, ma probabilmente, prevedendo i gusti della giuria (oggi presente in sala al completo) il più quotato per adesso per il Leone.

Ora vado a vedere una bomba

Ieri sera ho pralato con  Jhonny Deep, davanti a due medie chiare, per mettere le cose a posto con Christina e Salma... Jhonny mi ha dato dei bei consigli, ma si è fatto offrire da bere tutta la sera.

FEDEmc

postato da secondavisione | 15:38 | commenti (3)


giovedì, agosto 28, 2003
 

Tsai Ming Liang, in concorso, Goodbye Dragon Inn. Spero poi che anche il dott. Marchesi abbia il tempo di scrivere su questo film (visto i pareri discordanti), ma nel frattempo mi prendo io questa pesante responsabilità: il film è chiaro nel suo intento - una (bellissima) dichiarazione d'amore per il cinema - ma la realizzazione mi sembra un'occasione sprecata. Quello che è passato sullo schermo per me è stato decisamente eccessivo. L'esasperata lentezza del film rischia a mio vedere di rovinare un film, in alcuni momenti splendido, ma che in generale rischia di uccidere.

Ci sarebbe il film di Benvenuti, ma non ce la faccio causa Oliver Stone. Comunque è molto molto bello. Domani tento di scrivere, magari ordinando un pò di idee sul film.

FEDEspiatoMC

Christina mi ha sgamato con Salma e mi vuole far picchiare da Jason Biggs.

postato da secondavisione | 19:16 | commenti
 

Primo film in concorso: Raja di Jacques Dillon. Finalmente un buon film: la storia si svolge a Marrachech. Raja, una ragazza costretta dalla poverta' a prostituirsi e a dare tutti i suoi soldi o quasi al suo fidanzato Youssef (un idolo), comincia a lavorare nel giardino di un uomo francese che si innamorer´di lei. La possibilita' di uscire da una vita povera e miserabile sposando l'uomo la attira, ma tra i due si instaura uno stranissimo rapporto fatto tutti di desideri inespressi e tensioni sessuali che li portera' entrambi vicino alla pazzia. Forse troppo lungo, ma nel complesso un film convincente con dei momenti bellissimi e soprattutto due grandi attori (Pascal Gregory e Najat Bessalem). L'assedio piu' radicale e senza fronzoli inutili.

CONTROCORRENTE: Le soleil Assassinè: Abdelkrim Bahloul. Niente male anche questo.Un poeta franco algerino, con una trasmissione di poesie e un'antologia, riesce a cambiare la vita di due ragazzi algerini che si batteranno (in modi diversi) per uscire da uno stato che li vuole schiacciare e uccidere mentalmente. Un film emozionante che si prende qualche rischio in melassa, ma che fortunatamente non eccede mai in facili sentimenti.

FUORI CONCORSO: Once Upon a time in mexico di quel pacco d'uomo di Rodriguez. La storia`e' ridicola e ve lka risparmio, ci si diverte poco, gli attori sono tutti fuori parte (Enrique Iglesias, DEfoe e Rourke forse dovevano pagare bollette salatissime), non c'è niente che rodriguez non ci abbia gia' fatto vedere nei film precedenti ma soprattutto ci crede poco. Troppo poco. Qualche spunto divertente (e ci mancherebbe) Unica cosa buona Deep che diverete e si diverte. Una vera delusione.

CONTROCORRENTE: last life in the universe, Pen ek Ratanaraung. Per adesso decisamente il migliore. Asano Tadanabau (il torturatore folle di Ichi the Killer... semplicemente bravissimo) e' un ragazzo giapponese che vive in Thailandia con forti tendenze suicide. per sbaglio uccide uno Yakuza. Noi e' una raggazza Thai che la stessa sera, sempre accidentalmnte, uccide sua sorella, una giovane prostituta di cui Asano si era invaghito. i due, opposti, ma per certi versi simili, uniranno le loro storie e si rifugieranno in casa di lei.  Un film bellissimo, con molti spunti irrestitibili di Humor nero (cammeo fantastico di Takeshi Miike) e molti parti sognanti ed emozionanti. Per adesso vince alla grande.

Adesso, uno di seguito all'altro, Tsai ming liang e Benvenuti. IO spero molto in tutti e due.

Chiedo venia per eventuali errori di battitura ma il tempo e' veramente poco e c'e' una coda assurda per i computer.

Domani dalle 5 alle 6 ascoltate Humus su Radio Citta' del Capo per l'intervento.

Ah... dimenticavo: mi sono fidanzato con Christina Ricci, ma gia' l'ho tradita con Salma Hayek

FEDEmc

postato da secondavisione | 14:31 | commenti (2)


mercoledì, agosto 27, 2003
 

Comincio il report da Venezia che non so ogni quanto aggiornerò, ma in ognio caso ci tento. Primo film visto: Un Place parmi les vivants, Raoul Riuz, 2003 (controcorrente). Uno scrittore mezzo fallito ed in crisi d'ispirazione interpretato da Christian Vadim (quello che faceva Marco Poggi nel film College), incontra un misterioso uomo che dichiara di essere un'assassino di donne. Quest'ultimo chiede a Marco Poggi di scrivere un romanzo sulle sue azioni. Alla fine il presunto assassino vuole la paternità del romanzo che nel frattempo sta per salvare la carriera del sedicente scrittore. Un'ora e mezza di noia per un film che sa irrimediabilmente di vecchio dopo i primi dieci munuti. Il finale con due morti che sproloquiano tra di loro dicendo ogni tre minuti la parola esistenzialismo, è da denuncia. Momento topico: L'assassino che picchia Marco Poggi con una baguette. Un avvio non proprio fulminante.

 

Questa mattina Anything Else, Woody Allen, 2003 (fuori concorso). Jason Biggs, uno scrittore di gags, si innamora a prima vista di Christina Ricci (come dargli torto... qui è bellissima). Dopo un'inizio relazione folgorante le cose andranno sempre peggio. a peggiorare le cose c'è anche un agente (Danny DeVito) completamente incapace, un'analista pressochè muto, l'arrivo della madre di Christina Ricci in casa (con annesso pianoforte e problemi d'alcolismo), tradimenti sessulai fatti "a fin di bene" e, ovviamente, l'amicizia con uno strano sessantenne con manie di persecuzione che lo obbliga a comprarsi un fucile per difendersi "dai rapinatori, da chi ti vuole male e dalla ghestapo". C'è chi la detestato e chi invece (come il sottoscritto) si è piuttosto divertito (il film in sala è stato molto applaudito). In confronto a Hollywood Ending è un capolavoro. Molti ammiccamenti a "Io & Annie", molte battute buone, ma soprattutto un grandissimo Biggs e una brava Christina Ricci. Danny Devito si diverte. Woody Allen si ritaglia  una piccola parte molto divertente. Non è lecito aspettarsi molto di più da Woody Allen da un pò di anni a questa parte.

Scappo che mi inizia il primo film in concorso. Dopo vi parlo anche di Fango, film turco targato fabrica.

Un bacio

FEDEmc

postato da secondavisione | 15:10 | commenti (1)
 

L’anno che verrà

 

Ecco, è uscito da un bel po’ il numero di Ciak di agosto che, come tradizione, fa una panoramica sui titoli in uscita da agosto, appunto, fino ai primi mesi dell’anno successivo. L’ho letto solo adesso. Ecco alcune perle.

 

Cartone per pizza

Le avventure di Totò sapore è un film di animazione di Maurizio Forestieri, che dovrebbe uscire il diciannove dicembre. Ecco la trama secondo Ciak. Non credo necessiti di commenti.

“Totò Sapore è un giovane menestrello, allegro e sensibile, che sogna di diventare un grande cuoco. La sua vita giunge ad una svolta quando riceve da Pulcinella (sic) una particolare eredità: quattro pentole magiche in grado di cuocere meravigliose pietanze con qualunque ingrediente. Diventato chef presso la famigli reale di Napoli, Totò incontra anche il vero amore, ma le forze del Male rappresentate dalla strega Vesuvia (sic!) non stanno a guardare. Quando sembra tutto perduto e la città è perfino assediata da un esercito nemico, il ragazzo riesce con fantasia e coraggio a salvare Napoli, ma anche ad inventare un piatto molto speciale: la pizza (sic!!)”.

Magari è bello.

No, scusate.

E la smetta, con quel mandolino!

 

Tea Time

Ridley Scott intervistato a proposito della sua prima commedia, Matchstick Men, dice: “Chi si stupisce [del fatto che, appunto, il film sia la sua prima commedia] dimentica che sono inglese, inevitabile frequentatore di humour [certo: mai visto un inglese non dotato di sense of humour? Sarebbe come vedere un italiano che non sa fare la pizza…]. E a costo di deludere qualcuno, confesso che ho sempre considerato commedia anche Thelma e Louise”.

E come non dimenticare la sottile demenzialità-camp di Blade Runner?

Ho detto cose che voi umani…

 

Popolo beota

In uscita tra qualche giorno, sempre secondo Ciak, Lizzie McGuire per me sa già di cult. Protagonista una biondina sedicenne tirata fuori da una serie tv a caso. Regia di Frankie Cheese. Trama.

“Ottenuto il diploma delle scuole medie, Lizzie parte con la sua classe per Roma, dove, scambiata per una popstar italiana (sic), si trasforma da impacciata ragazzina a idolo delle folle in un leggendario concerto fra le mura del Colosseo. Le vacanze tra Vespa e spaghetti (sic) le daranno però anche una necessaria lezione di vita [il segreto per cuocere la pasta al dente? Come rubare un motorino lasciato per strada? Eludere le file alle poste? Quale trucco italico potrà apprendere la giovine americana?], facendole scoprire il vero significato dell’amicizia”. Ecco.

Aridatece “Vacanze romane”.

 

Francesco, proprio lui.

postato da secondavisione | 14:41 | commenti (2)


lunedì, agosto 25, 2003
 

critica?

"E’ davvero come se Rosenthal ignorasse di fatto i sequel succedutisi fino a questo momento, per riallacciarsi idealmente al suo vecchio episodio, dove i corpi inquieti (fra tutti il rapper Busta Rhymes) riconfigurano nuove possibilità di svolgimento della storia (la presenza del medium televisivo crea essa stessa contagio, inquinamento, corruzione), trascinandola all’interno di canali visivi che quasi ignorano l’esterno, per monopolizzare l’occhio invisibile dell’ignoto (ne è passato di tempo dalla sublime soggettiva ascendente di Carpenter, che peraltro torna in filigrana nel tema musicale che si respira dalla prima sequenza) in una concentrazione impossibile in cui si gioca pure con i possibili sdoppiamenti del set (spazio televisivo, filmico, o semplicemente familiare), ma sempre con una forte onestà intellettuale (molto più vicina per ambigua trasparenza al Craven di Nightmare-Nuovo incubo, che a quella dei teenmovie senz’anima succedutisi da Scream in poi) che rispetta le regole dell’horror, senza il bisogno di stravolgere schemi e reinventare possibilità di sviluppo"

 

 

postato da secondavisione | 15:55 | commenti (4)


venerdì, agosto 22, 2003
 

Amarcord?

Ho rivisto le prime due parti della trilogia di Ritorno al futuro. Non posso dire di esserci rimasto male, rivedendole, ma sicuramente il ricordo che avevo di quei film era più ricco. Pensavo che nei film succedessero molte più cose, che i momenti di ambiguità dovuti ai salti temporali fossero di più e cose così. Ovviamente si respira un'aria anni '80 a volte pesante (ma forse è il caldo, non so). E ovviamente quando Marty McFly dice al Doc del 1955 che il presidente è Reagan e lui dice che il vice allora potrebbe essere Jerry Lewis, si ride (amaro, amarissimo. Anche perché sarebbe stato bello avere Jerry Lewis alla Casa Bianca). Ovviamente i primi due film sono buoni, il terzo, se non ricordo male, un po' meno. Penso che lo vedrò stanotte. Poi ne riparliamo. Lancio una domanda che riprendo meglio qui. Si rivedono i film di quando eravamo bimbi perché c'è una sorta di voglia-di-amarcord?

postato da secondavisione | 17:46 | commenti (8)


giovedì, agosto 21, 2003
 
allora... la mia astinenza cinematografica è stata felicemente interrotta dalla visione del carinissimo Le Royaume des Chats (http://www.leroyaumedeschats.com/) un film dello studio Ghibly, diretto da Hiroyuki Morita e prodotto da Miyazaki. Volevo tantissimo andare al cinema anche se ero in Francia (quindi non avrei capito una mazza) quindi la scelta è caduta su un film che difficilmente verrà distribuito in Italia. La storia narra di una ragazza, Haru, che dopo aver salvato la vita ad un gatto, viene invitata dal re dei gatti ad entare nel regno dei gatti (potrei inserire la parola gatto ancora più volte in una frase?), per sposareil principe Loon (ovviamente un gatto...). Il film è godibilissimo e ha molti punti in comune con Spirited away, anche se il tutto è pensato per un pubblico decisamente più giovane. Comunque è un film molto emozionante e che ha dei momenti splendidamente sognanti e divertenti. (C'è un gatto ciccione che ad un certo punto rischia di morire annegato in un enorme budino di erba gatta. La bambina che ci era vicino, si è messa a piangere disperata...). Se avete dei metodi per recuperarlo, e se volete divertirvi come di bambini felici, fatelo. Non ve ne pentirete. Vorrei essere più serio nella recensione, ma in questo momento non mi viene in mente niente di più e poi sono nell'internet caffè più caro del west... e meglio frequentato soprattutto (prima c'rera uno che vaeva al posto della cravatta una cintura muccata o di cavallino...). Comunque è troppo bello. Ciao a tutti FEDEmc
postato da secondavisione | 00:42 | commenti


lunedì, agosto 11, 2003
 

Continuiamo così, facciamoci del male.

Ci sono alcune persone che vanno in vacanza all'estero e non leggono un quotidiano uno per non rovinarsi le ferie.

Torno e cosa vedo? Questo. Dopo i successi di Scarlet (Reci)Diva...

Dario, ti prego, fai qualcosa, bloccala.

Il tuo disperato fan

Francesco

postato da secondavisione | 02:35 | commenti (7)