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lunedì, aprile 28, 2008
SECONDAVISIONE RISCHIATUTTO!
Martedì 29 aprile. Quando il gioco si fa duro....ecco la scaletta:
- 21, Robert Luketic, con l'ex Jude di Across the Universe Jim Sturgess, e Kevin Spacey che fa il cattivo ( ma va?) a base di ormonella collegiale, cervelloni al tavolo verde, black jack e truffe.
- 10 Cose Di Noi, Brad Siberling, attori sul viale del tramonto e cassiere sexy sull'orlo di una crisi di nervi.
E per la prima volta la dottoressa Zazzarazzà si cimenta con il consueto Il Duro Mestire Del Critico che più duro non si può: The Other Boylen Girl, L'Altra Donna Del Re, di Justin Chadwick, con lo scontro tra le braaaaaave Natalie Portman e Scarlett Johansson.
5 posti disponibili, fate il vostro gioco. Puntate su secondavisione@hotmail.com.
Rien ne va plus.
La redazione (da Las Vegas)
Nella foto: un conduttore di SecondaVisione dopo una puntata di troppo al casinò
mercoledì, aprile 23, 2008
AVERE AMICI COSÌ, È BELLO ASSAJE: LE MAGLIE DELLA KILLER - ELITE
Il mio amico Maurizio, fa tantissime cose. Per poco tempo, a dire il vero; nel senso che le sue passioni sono rapidi e volubili come gli amori degli adolescenti durante l'estate. Adesso ci ha preso il trip di fare le magliette. Siccome è un perfezionista, è partito da delle robe che solo noi suoi amici potevamo indossare (una maglia degli Slayer con una grafica particolarmente scrausa, ma con valore regazzness 100%) e adesso invece è diventato un califfo. Tant'è che ha messo su un bìsness, per fare tantissimi soldi e poi spenderli tutti in droga e donne. E io che sono suo amico ho deciso che è cosa buona e giusta fargli un po' di sana pubblicità. Anche perché la prima maglia che ha realizzato a modino, ha a che fare con una nostra grande passione: il vecchio John Carpenter. E siccome questa passione non è ancora scemata, il mio amico Maurizio mi ha detto di dirvi che tra poco ne farà un'altra, saccheggiando la grafica da una nostra altra passione. Volete sapere quale? Ingordi... Però posso dirvi che se vi iscrivete alla newsletter, questa scaltrissima mossa vi permetterà di togliervi questa curiosità, di avere degli sconti, sapere quando ci sono nuove maglie e - quando poi non vi arriverà più una notizia una - sapere che al mio amico Maurizio è passata pure questa passione...
Approved by FEDEmc
lunedì, aprile 21, 2008
MISSIONE: SECONDAVISIONE!
Martedì 22 aprile 2008. Scaletta:
- L'Ultima Missione. Olivier Marchal. Daniel Auteuil. Polar.
- In Amore Niente Regole. George Clooney. Terza regia.
Il Duro Mestiere Del Critico: Step Up 2. Scaldamuscoli.
5 posti disponibili. secondavisione@hotmail.com. Vinella.
La stringata redazione
Nella foto: alcune comparse di Step Up 2.
martedì, aprile 15, 2008
NON PENSARCI, Gianni Zanasi, ITA, 2008
Io voglio molto bene al mio amico Manu. È bello, è alto, è simpatico, è uno dei fondatori di questo collettivo ed è quello che secondo me ne capisce più di tutti di cinema. Ma mica solo tra noi, eh? È uno di quelli che ne capisce di più di tutti. Nel mondo. Ogni tanto vado al cinema e non capisco se la pellicola che ho visto è stata di mio gradimento o meno. Allora lo chiamo e gli chiedo: “Manu, ma mi è piaciuto il film?”. Lui mi spiega tutto per benino, e io mi fido della sua risposta. Ha un unico difetto: ogni tanto si fa prendere da uno strano buonismo nei confronti del cinema italiano. Intendiamoci: ha delle scusanti. Lo fa perché ci tiene. Lo fa perché ci spera sempre, perché sarebbe bello un giorno andare in giro per il mondo e dire con una certa arroganza “Ahahaha! vengo dall'Italia: quella grande nazione dove è stato fatto quel bel film!”. Comunque. L'altro giorno sono andato a vedere Non Pensarci di Zanasi. E per me è bruttissimo. Manu ha detto che sono troppo cattivo e che non è male. Ti pareva... Sono uscito dalla sala sbuffando e pensando che un film del genere è veramente brutto. Ma brutto “senza tempo”. Potevano farlo l'anno scorso, dieci anni fa, fra sette mesi, fra un decennio... Il risultato non cambia: brutto. Senza se e senza ma. Perché è sempre e ancora una volta la stessa storia. Perché ancora una volta mi trovo di fronte a uno che ha 35 anni, che non ha più l'età per fare il giovane, ma che invece si mette le magliettine e i jeans e suona in un gruppo rock. Pronunciato come lo pronunciava Celentano quando ha fatto quella gag del Lento Vs. Rock. Roooooooock. Come se fosse una parola esotica. Un 35enne che non è più giovane che suona rock e che torna a casa prima del tempo e trova la sua ragazza che si fa un vero giovane che fa rock. E allora lascia la casa piena di cd e tenta di portare a termine quello che dovrebbe fare: il suo lavoro, finire un disco che tutti aspettano. E invece no, perché manca l'ispirazione. E insomma, per farla breve il protagonista è un 35 enne in crisi. Che per combattere la crisi torna dalla famiglia. Eh, sì. Proprio così. Torna a casa perché la famiglia ti può dare quella sicurezza che forse nel frattempo hai perso. O forse perché grazie a questo escamotage di sceneggiatura possiamo mostrare dei personaggi tutti matti. 1) Il fratello Battiston (“bravo Battiston: uno dei più bravi in Italia!”) che non ha fatto il rocker come il fratello, ma è rimasto a casa e ha preso le redini dell'azienda di famiglia. Uno con la testa sulle spalle, uno che poteva diventare tennista professionista e ha abbandonato tutto che c'è la fabbrica da mandare avanti... mica un pirla. Eh già... mica vero. Invece sta per separarsi dalla moglie, sta per far fallire la ditta che papà ha mandato avanti per “non sai quanti anni”, ingurgita psicofarmaci a uso ridere e ci beve sopra delle birre. Però ha il maglione legato sulle spalle. 2) La sorella Anita Caprioli (“che bella Anita Caprioli. È anche brava! Te la ricordi in quel bel film... come si chiamava? Ecco! Santa Maradona!”) che ha lasciato l'università deludendo un po' tutti, ma l'ha fatto per la passione della sua vita: i delfini. Stranissima, la sorella... E siccome nei piccoli paesini di provincia quelli strani o “se droghino” o sono invertiti, Anita Caprioli – non essendo stata presentata con uno spinello in mano – ecco... il cerchio si stringe. 3) Mamma & Papà (“chi son poi questi due? Li ho già visti... Mah. Avran fatto del teatro”). Mamma esaurita che nasconde un segreto – quale segreto? quello lì! Ha fatto le corna a papà! – che nel tempo libero fa a fare dei corsi di meditazione con dei freakettoni che le vogliono far riscoprire il suo io più profondo a suon di tamburelli. E papà che dopo l'infartino gioca a golf. Non capiscono i figli: uno rocker, una lesbica e uno che è sempre teso. Questo il bel quadro che ci troviamo davanti agli occhi. Aggiungiamoci, per dovere di cronaca, la guardia giurata invasata che dice “roger!”, l'amico rimasto sotto che con occhio spiritato parla di suicidio fin dalla prima sequenza, la prostituta dal cuore d'oro (Caterina Murino. Figa, eh? Brava un po' meno...), il figlio di papà che si è buttato in politica dalla parte di quelli che c'hanno i soldi e sono ignoranti e antipatici. Non manca una bella tirata contro i furbetti del quartiere che tramite le banche e i soldi rovinano il mondo. Francamente un po' troppo. Ed è un peccato. Perché Zanasi ha buon occhio. L'aveva già dimostrato nei suoi film precedenti e qui lo fa ancora: si affeziona ai personaggi ed è bravo a mostrare la città (Rimini) e la casa in cui è ambientata la storia. Ogni tanto azzecca anche la sequenza, o ha per lo meno quel buon guizzo in più (la sequenza del “contachilomerti”, la caduta delle ciliege), ma si trova a dover gestire materiale da commediola. Materiale che, parere mio, non c'entra nulla con quello che vorrebbe fare. E quindi cosa rimane? Ci si trova davanti a un film che fa molto ridere (ma il merito è di Valerio Mastandrea che secondo me ha un talento comico raro) ma che si ritrova forse ad avere delle pretese in più del dovuto. Che inevitabilmente affogano e muoiono a causa della galleria di personaggi e situazioni di cui sopra... In quel cinema italiano che abbiamo già visto, che è sempre fermo lì. Esattamente allo stesso punto dove l'avevamo lasciato l'ultima volta, e dove lo ritroveremo la prossima.
Colonna sonora: trattandosi di film con protagonista un giovane rocker, praticamente si sente tutto il disco dei Clap your hands say yeah. E vabbeh. Ma poi c'è un pezzo di Ivan Graziani. E anche questo ormai sta diventando prassi. O mi sbaglio? L'utilizzo di un pezzo camp di quella bella Italia che fu...
FEDEmc
domenica, aprile 13, 2008
IT'S ONLY SECONDAVISIONE (BUT I LIKE IT)
Arrivederci rubino martedì 15 aprile, partiamo su, passiamo la notte insieme, esiliamoci sulla strada principale e con le dita appiccicose, su cavalli selvaggi, sediamoci al banchetto dei mendicanti a base di zucchero marrone. Lady Jane Luciana, Street Fighting Man Francesco e Jumpin' Jack Flash Tommaso rotolando vi parleranno di:
- Shine A Light, Martin Scorsese vs. Jagger, Richards, Watts e Wood, la sciate che sanguini...
- Non Pensarci, di Gianni Zanasi, è solo rock'n'roll...
- Riprendimi, di Anna Negri, non potete sempre avere quello che volete...
E per il consueto appuntamento con Il Duro Mestiere del Critico Sorella Morfina Papessa ci parlerà della sua simpatia per il demonio dopo aver visto Shoot 'Em Up con l'uomo scimmia Clive Owen e la ragazza della fabbrica Monica Bellucci. Il 19° esaurimento nervoso...
5 i posti disponibili. Noi vi amiamo, dateci riparo, scrivete una mail sotto i vostri pollici, dipingetela, nero, e inviatela a secondavisione@hotmail.com. (Non possiamo avere) Soddisfazione se non portate della vinella.
La rotolante redazione di pietra
Nella foto: una serie di umarells in procinto di mandare una mail a secondavisione@hotmail.com
sabato, aprile 05, 2008
AND THE WINNER IS SECONDAVISIONE
Martedì 8 aprile ennesima puntata della più blasonata trasmissione di cinema, sciocchezze e pretese culturali del creato. I pluridecorati Luciana, Francesco e Tommas o vi parleranno di:
- Juno, di Jason Reitman, premiato alla Festa di Roma, premiato agli Oscar, la commedia più cool dell'anno a base di gravidanza e musica indie.
- La Zona, di Rodrigo Plà, premiato a Venezia, straordinaria storia di crescita, muri, divisioni e giustizia privata.
E per il consueto appuntamento con Il Duro Mestiere del Critico, dopo un riconteggio dei voti che farebbe impallidire la Florida, la sorte e il pubblico sovrano ha deciso senza appello per Next, con l'uomo-padella Nicolas Cage alle prese con Philip K. Dick (!). A' Francé, preparati...
5 i posti disponibili. Premiatevi mandando una mail a secondavisione@hotmail.com, e non dimenticate una coppa di vino...
La Premiata Redazione
Nella foto: un affezionato ascoltatore intento ad acquistare vino e coppa per la trasmissione.
martedì, aprile 01, 2008
TUTTA LA VITA DAVANTI
Il signor regista Paolo Virzì ha deciso che era giunto il momento di dire la propria su giovani e precarietà, su mondo dei call center e lauree inutili, sul lavoro-che-non-c'è e sogni di gloria infranti. Così, il signor regista Paolo Virzì ha dato un'occhiata a qualche blog, deciso che ce n'era uno che gli piaceva più degli altri (o forse non si è dato il disturbo di cercare oltre), chiamato il suo amico sceneggiatore Francesco Bruni (N- Io e Napoleone, Caterina va in città, My name is Tanino) e girato un film "di denuncia" sulla "volgarità" dell' "Italietta di oggi" col sapore "agrodolce" della più "alta tradizione" della "commedia all'italiana" guardando "a Monicelli e a Dino Risi".
Il signor regista ha quindi immaginato che il mondo di un call center della periferia romana, quartierone fieristico spoglio e luccicante vetro e acciaio, fosse popolato da aspiranti veline con tatuaggi lombari, bruttarelle frigidette che ansimano di godimento alla vendita telefonica di un frullatore o quel che sia, team leader botulinate imbrigliate in corsetti sadomaso, sindacalisti Nidil imbranati che parlano a teste vuote e rimpiangono i presidi mirafioristi anni settanta ma in fondo preferiscono i fondoschiena sodi alle tute blu, giovani neoyuppies che sfogano repressioni in sedute motivazionali distruttive, candide neolaureate cum laude in filosofia che annaspano alla ricerca di una possibile connessione tra Heidegger e mondo del telemarketing, figlie ovviamente di madri ex sessantottine-professoresse-ex femministe che non disdegnano, ogni tanto, una canna rullata bene.
Il signor regista Paolo Virzì non sa forse che il mondo dei call center è popolato al 90% di quelle laureate cum laude di cui egli fa un'eccezione. Il signor regista Paolo Virzì non sa che i volantini sindacali all'interno dei suddetti call center non servono per sventolarsi dall'afa romana mentre si parla de Guendalina der Grande Fratello, ma vengono addirittura letti, a volte. Il signor regista Paolo Virzì non sa che durante la pausa sigaretta non ci sono solo riunioni di sgallettate che parlano dell'ultimo rivoluzionario metodo di epilazione, ma che si parla soprattutto, in maniera ossessiva forse, del lavoro svolto, di quanto sia frustrante, dei sogni accantonati, delle paure e delle incertezze. Il signor regista Paolo Virzì non sa che la presunta indifferenza, il mancato senso di coesione e lotta è figlio di contratti ridicoli, che ti tolgono il fiato, che ti costringono a trovare una motivazione in ciò che fai perchè quel lavoro ti serve e sai che potresti perderlo. Che negli anni settanta Biagi era solo il nome di un giornalista un po' bacchettone e non evocava spettri di leggi sulla flessibilità.
Il signor non regista Ascanio Celestini, qualche mese fa, ha girato un non film su un call center romano chiamato Atesia, ha mostrato che ci sono ragazzi, guarda un po', ventenni, che sanno che il Grande Fratello esiste e magari ne hanno vista anche qualche puntata, ma che si sono organizzati, all'interno di un call center, perchè hanno compreso che qualche diritto lo avevano. Il signor non regista Ascanio Celestini li ha fatti parlare, ha fatto vedere i volantini da essi stessi prodotti, la sala un po' fatiscente in cui si sono riuniti per mesi, le loro piccole vittorie. Anche le loro sconfitte. Ma ha prodotto un documento reale, struggente, sincero, fatto di dolore ma anche di speranza, perchè magari il cinema non cambierà il mondo o la storia o lo stato delle cose ma un piccolo aiuto a comprendere è obbligato a darlo.
Paolo Mereghetti ha scritto che Tutta la vita davanti è l'Amarcord dei nostri tempi. Qualcun altro che la Ferilli è la Gloria Swanson de noantri.
Ai posteri l'ardua sentenza, poetava un vecchio liberale.
L.
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